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Sciopero alla nel centro SDA di Carpiano |
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Lunedì 28 Novembre 2011 17:51 |
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Lavoratori in festa davanti ai cancelli dopo la conclusione delle trattative. Per la prima volta contano qualcosa e hanno buttato molte paure fuori dal proprio campo, hanno preso consapevolezza del proprio diritto: quello di lottare per uscire dalla condizione di semi-schiavitù in cui sono costretti da un sistema implacabile di sfruttamento.
In questo caso un sistema che è diretta emanazione di Poste Italiane che da qualche anno gestisce tramite SDA (azienda del gruppo Poste) il servizio pacchi e corriere espresso. SDA che, a sua volta, ha reclutato una catena di intermediari (le cooperative, ovviamente) per ridurre i costi della forza lavoro. Rispetto alla situazione che si era consolidata ieri, i lavoratori hanno ottenuto uno scatto di anzianità a partire da gennaio e una serie di miglioramenti sull'organizzazione del lavoro (riduzione delle pause) con un ruolo attivo dei delegati. Un primo passo in avanti tutto da consolidare e da verificare rispetto a quello che sarà l'incedere reale delle cose. L'esperienza ci insegna che è assolutamente fuori luogo cantare vittoria per un accordo sindacale perchè esso, aldilà del suo contenuto specifico, è costantemente sottoposto alle ferree leggi del mercato ed è quindi costantemente in "pericolo" (si sa: i padroni, mentre predicano e reclamano pace sociale, la lotta di classe la fanno tutti i giorni). D'altra parte la prova di forza messa in campo dagli operai (tutti africani, molti di loro asilanti del corno d'Africa con alle spalle l'occupazione a Bruzzano di due anni fa) rappresenta un punto di non ritorno. Siamo certi che SDA, e quindi l'UCSA, starà già lavorando per prendere adeguate contromosse e scaricarsi di dosso il peso economico dell'accordo. Siamo cioè convinti che la lotta, anche a Carpiano,....è solo cominciata. E fa certamente ben sperare la decisione presa nell'assemblea conclusiva di raccogliere 10€ a testa per sostenere la lotta dei propri compagni a Pioltello e di partecipare in massa al prossimo sciopero che si farà contro Esselunga. Sindacato Intercategoriale Cobas. 24 novembre 2011 www.sicobas.org
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Sciopero recapito dicembre 2011 |
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Lunedì 28 Novembre 2011 17:46 |
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Costretti dalla dichiarazione di CISL e soci, abbiamo indetto l'astensione dalle prestazioni straordinarie e aggiuntive per il mese di dicembre prossimo. L'iniziativa decorrerà il 1.12.2011 e terminerà il 30.12.2011. S.I. Cobas |
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Martedì 08 Novembre 2011 18:37 |
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Siamo alle solite, il recapito cittadino per l'ennesima volta in sofferenza. Mancanza di personale sempre più pesante, zone senza titolari per pensionamenti, lunghi infortuni non coperti con scorte, ferie con zone ferme per intere settimane. Questo è il consueto e desolante panorama del recapito a Verona. Servizio pubblico universale alla deriva.
E quando l'azienda e i suoi dirigenti regionali e locali sono a corto di argomenti e rifiutano qualsiasi confronto con i lavoratori sulle problematiche in questione, scatta la repressione con contestazioni mirate a distruggere le sacche di resistenza a questa penosa situazione.
Speriamo che i portalettere di Verona non si siano dimenticati delle tante bugie propinate dai dirigenti al riguardo delle notifiche: “a Verona non avrete problemi tanto ci saranno delle persone preposte al lavoro di messo notificatore“ , “ non preoccupatevi tanto si parlerà di pochi pezzi quattro cinque a settimana“, “il corso non è stato sufficiente? Equitalia a detto che va bene così!“, “prima di fare irreperibilità assoluta dovrete fare richiesta di visura“ ecc.......
Ora ci troviamo con arrivi di 14.000 e più notifiche, una mole di lavoro enorme con le figure di messo, due sole tra l'altro per Verona, che dopo ormai due anni non sono ancora state nominate.
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Sciopero recapito ottobre 2011 |
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Venerdì 23 Settembre 2011 12:26 |
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Dopo la sceneggiata dello sciopero dichiarato e revocato da CGIL e CISAL, rimane in piedi (sulla carta, sulla carta!) quello del quartetto CISL, UIL,..........; un quadro sindacale ridicolo, scandaloso, nauseante,......... Per quanto ci riguarda confermiamo una nuova azione di sciopero nel recapito dal 3 ottobre al 30 ottobre (date definite da vincolo creato dallo sciopero CISL e soci dichiarato poco prima di noi). Sotto la comunicazione alla Commissione e a Poste.
Effettuato in data odierna, con esito negativo, il previsto TOC presso il Ministero competente, si dichiara una nuova astensione da ogni prestazione straordinaria e/o aggiuntiva comunque formulata per tutti gli addetti del settore recapito che si limiteranno ad eseguire la prestazione ordinaria, nel rispetto dell’orario contrattuale di lavoro, sulla zona loro formalmente assegnata o con applicazione di fatto.
Le ragioni dello sciopero, rappresentate in sede ministeriale, vengono riportate di seguito:
“Il dato è oramai incontestabile: il recapito in Poste Italiane non potrebbe reggere senza il lavoro straordinario e le varie formule di prestazioni aggiuntive forfettizzate.
In questo quadro si inseriscono le sempre nuove acquisizioni di servizi (è ora il turno della consegna dei moduli ISTAT per il censimento della popolazione italiana), che si accompagnano alle carenze strutturali nell'organico.
Tutto ciò, naturalmente, con effetti diretti sulla condizione dei portalettere, ai quali - come scelta irridente e irresponsabile - non viene pagato neppure il premio di produzione annuale”.
Sindacato Intercategoriale COBAS - 22 settembre 2011
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Luglio, agosto, settembre ( NERO ) |
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Lunedì 19 Settembre 2011 17:40 |
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Terminato il periodo estivo, finite ferie e momenti di calma lavorativa, si riparte per un autunno che già da adesso si annuncia pieno di problemi e difficoltà. Arrivata una manovra economica micidiale, dove a pagare sono sempre i più deboli, noi “ fortunati“ postali abbiamo dovuto anche subire gli effetti di una situazione aziendale vergognosa.
Da una parte Poste che sbandiera utili ormai da otto anni consecutivi (nonostante la grave crisi economica e mondiale del capitalismo), che hanno permesso l'acquisto del Medio Credito Centrale versando a Unicredit 136 milioni di euro per dar vita alla Banca del Sud.
Dall'altra i lavoratori postali che assopiti, atrofizzati, incantati da anni di concertazione, di mancanza di conflittualità da parte dei sindacati confederali (ligi a fare da guardia spalle all'azienda), con stipendi ridicoli rispetto il costo della vita e rispetto ad altre aziende di pari livello, si ritrovano ora con improvvisi tagli delle loro già scarse entrate.
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Buon Giorno Vietnam.....!! |
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Sabato 10 Settembre 2011 15:45 |
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Oggi è una splendida giornata di sole, gli sportellisti scoppiano e al recapito schiattano..... A Settembre niente “premio” di risultato. POSTE ITALIANE: NEL 2010 UTILE NETTO +12%. CORRONO EBIT E RAMO VITA. Il Cda di Poste Italiane ha approvato i conti consolidati dell'esercizio 2010 chiuso con utile netto pari a 1,018 miliardi di euro (+12,6% su base annuale). A giugno per i risultati ottenuti nel 2010 l’azienda ha ridotto la quota del premio del 21%, circa 300/400 euro in meno a testa. A settembre non riceveremo il premio di risultato l’azienda con la complicità dei (sindacati padronali) non ha voluto discutere a luglio sulla contrattazione di secondo livello, quella contrattazione per intenderci legata alla produzione (tanta decantata dai sindacati). Ad oggi, possiamo affermare più produciamo e meno guadagniamo.
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Sciopero generale 6 settembre: O SCIOPERI, O .... SEI FRITTO! |
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Giovedì 01 Settembre 2011 10:54 |
Il SI Cobas è promotore dello sciopero del 6 settembre assieme a USB, Slai Cobas, ORSA, CIB-Unicobas, Snater, USI. Nonostante non condividiamo molte delle posizioni espresse dal "sindacalismo di base" e neppure l'impostazione della mozione conclusiva della riunione del 24/8 di Roma del sindacalismo di base, abbiamo deciso di essere copromotori dello sciopero, per lanciare un segnale preciso di inizio di una mobilitazione contro le manovre del governo che deve svilupparsi dal 6 settembre in poi.
Riteniamo ugualmente corretta la scelta di indire lo sciopero nello stesso giorno della CGIL perché pur ritenendo del tutto negative le posizioni della CGIL, è importante avviare una mobilitazione che sia più larga possibile e che ci consenta, anche, di intervenire sui lavoratori inquadrati dalla CGIL. Noi pensiamo che si debba aprire un percorso di mobilitazione che coinvolga quanti più lavoratori possibile, indipendentemente dall'iscrizione a questo o quel sindacato, facendo partire la mobilitazione dai posti di lavoro (puntando alla costituzione di comitati di lotta e di sciopero unitari contro la manovra del governo) e allargandola a tutte le realtà sociali e territoriali, per dare vita ad un movimento di massa che contrasti il tentativo di far pagare, come sempre, i costi della crisi e della riduzione del deficit statale ai lavoratori. L'obiettivo centrale che ci proponiamo è quello di favorire la massima mobilitazione dei lavoratori, di convincerli della necessità di scendere in piazza e di iniziare un percorso di mobilitazione che durerà nel tempo. Di seguito il testo del volantino e il file da scaricare.
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TNT : un mese di esemplare mobilitazione degli operai nordafricani |
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Sabato 20 Agosto 2011 08:28 |
Con l’assemblea del 1 agosto, che ha ratificato l’ accordo con la TNT-Gesco Nord, si è chiusa la prima fase di una battaglia che ha visto protagonisti, per oltre un mese, gli operai nordafricani del sito di Piacenza, uno dei più importanti nodi logistici a livello nazionale. Anche se possiamo dire che la lotta è “solo cominciata”, riteniamo di aver già vissuto collettivamente un’esperienza densa di lezioni e contenuti. Sull’onda di vertenze precedenti (che ebbero inizio nel 2008 con i picchetti alla DHL di Corteolona, poi con le battaglie alla Bennet di Origgio e Turate), si è diffuso un tam-tam, che pur privo del supporto dei media, è arrivato a coinvolgere centinaia di operai immigrati, distanti centinaia di Km fra loro, ed ha permesso di costituire un coordinamento di sostegno a queste lotte, che vede coinvolte anche alcune realtà sociali e politiche.  E’ così che si è arrivati fino a Piacenza, grazie ai contatti con i lavoratori di Cortemaggiore, a loro volta informati dell’esistenza di un movimento organizzato degli operai delle cooperative da loro amici di Brembio (si ricorderà la settimana di picchetto vincente a Brembio a Capodanno del 2010). Stanchi di subire sfruttamento e vessazioni, migliaia di operai (al 99% immigrati) hanno trovato la forza di lottare per imporre il rispetto del CCNL della logistica. Un CCNL - è bene sottolinearlo - che è lo strumento nelle mani delle coop per realizzare, in modo legale, lo sfruttamento di questi lavoratori. Ma che, nello stesso tempo, imponendo degli obblighi ai padroni, e considerata la situazione in atto nelle coop, può diventare uno dei terreni su cui sviluppare la lotta. Ben oltre il CCNL resta, come il punto di partenza, l’affermazione di un valore non trattabile e non monetizzabile: la dignità degli operai che tentano di spezzare le catene della schiavitù.
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